Magistrati in sciopero: a Roma flash mob davanti alla Cassazione. Ma c’è chi non è d’accordo

È il giorno dello sciopero delle toghe. Oggi, 27 febbraio, da nord a sud del paese i magistrati incrociano le braccia per protestare contro il disegno di legge sulla riforma della giustizia, nello specifico in merito all’introduzione della separazione delle carriere tra pm e giudici. In mattinata lo stesso ddl è uno dei temi sul tavolo di un vertice di governo a Palazzo Chigi tra Meloni, Salvini, Tajani, Lupi e Nordio. La rimostranza è stata organizzata dall’Associazione nazionale magistrati e coinvolge tutte le città d’Italia.



L’evento principale però è a Roma: davanti alla Corte di cassazione, intorno alle dieci di stamattina, una sessantina di magistrati si sono riuniti per un flash mob indossando una coccarda di colore e con in mano la Costituzione. Il tutto è avvenuto sulle scale dell’entrata principale, proprio sotto al cantiere dei lavori di ristrutturazione per la facciata del palazzo.

Presente anche il presidente dell’Anm Cesare Parodi: “Dobbiamo parlare con tutti, essere credibili, far capire che la nostra battaglia è davvero in favore dei cittadini, e dobbiamo farlo parlando in termini chiari e comprensibili. E non perché la precedente giunta non l’abbia fatto, ma perché i nostri contraddittori sono molto forti e abili e hanno interessi che non collimano con i nostri: non mi riferisco solo al governo ma a molti altri”, ha detto ai cronisti presenti.

Interpellato dal Foglio, Parodi non ha voluto rispondere all’invito rivoltogli nei giorni scorsi da Ambra Minervini, figlia di Girolamo Minervini, magistrato ucciso dalla Br nel 1980, a chiedere scusa per le parole da lui pronunciate in un incontro a Torino (“Quanto ci farebbero comodo in questo periodo due magistrati morti”): “Mi sembra molto giusto avere un chiarimento personale per una persona che ha sofferto molto, non voglio farlo tramite terzi“.

Oltre al flash mob, davanti al Palazzaccio è stato organizzato anche un incontro con la cittadinanza, ma l’evento non è stato molto partecipato. Tra curiosi e passanti c’è chi ha criticato anche lo sciopero indetto per oggi: “Trovo la cosa di una imbecillità assurda“, ci dice un passante. “Per l’amor del cielo, io sto andando al lavoro“, ci risponde una signora dopo che le abbiamo chiesto se fosse venuta proprio per la protesta. Ma se la partecipazione della cittadinanza sembra essere marginale o trascurabile, Parodi è “ottimista” per quanto riguarda l’adesione allo sciopero: “Credo che potremo essere soddisfatti”, ha detto. I dati arriveranno in serata.

Lo sciopero ha generato reazioni nella politica. “Lo sciopero di oggi è una pagina di vergogna nella storia della Repubblica”, ha detto Maurizio Gasparri da Forza Italia.



“Lo sciopero è un diritto. Abbiamo massimo rispetto per la magistratura. Rispetto al passato c’è più disponibilità al dialogo, quindi credo che il governo ascolterà quello che l’Associazione nazionale magistrati avrà da dire”, ha invece commentato Giovanni Donzelli, da Fratelli d’Italia. Dalla Lombardia, e dalla Lega, invece il presidente Attilio Fontana ha commentato: “Mi sembra una cosa veramente inaccettabile uno sciopero di una parte dello stato. Non un potere, ma un ordine dello stato che dovrebbe essere preposto al rispetto delle leggi”.

Di più su questi argomenti:

Leave a comment

Your email address will not be published.