Papa Francesco al Gemelli: “Sta riposando”. Le sue condizioni restano critiche

Gli aggiornamenti della Sala stampa vaticana dicono che Bergoglio ha passato una notte tranquilla. L’ultimo bollettino parla di condizioni stazionarie, ma la prognosi resta riservata

“Il Papa ha trascorso una notte tranquilla e sta riposando”. L’ultimo aggiornamento della Sala stampa vaticana è molto sintetico, non fa cenno alla colazione che nei giorni scorsi veniva indicata come attività mattutina e rispecchia la situazione delicata di Papa Francesco, ricoverato dallo scorso 14 febbraio al Policlinico Gemelli per una polmonite bilaterale.

Ieri sera il bollettino medico informava che le condizioni cliniche di Papa Francesco “rimangono critiche, ma stazionarie”. Nella giornata di martedì, durante la quale in mattinata dopo aver ricevuto l’eucarestia ha ripreso l’attività lavorativa, “non si sono verificati episodi acuti respiratori e i parametri emodinamici continuano a essere stabili”. Ieri sera i medici hanno effettuato una tac di controllo programmata per il monitoraggio radiologico della polmonite bilaterale, ma la prognosi rimane riservata.

Sempre ieri è stato diffuso il messaggio di Papa Francesco per la Quaresima, intitolato “Camminiamo insieme nella speranza”, firmato il 6 febbraio 2025, prima dunque del ricovero. Il Pontefice ha esortato i fedeli a confrontarsi concretamente con coloro che, nelle loro comunità, vivono in situazioni di vulnerabilità, fisica o spirituale e a non dimenticare i loro fratelli ai margini, nel viaggio della vita “verso la stessa meta”, e a essere “tessitori di unità” in un mondo marcato da tensioni e divisioni: “Vinciamo la tentazione di arroccarci nella nostra autoreferenzialità e di badare soltanto ai nostri bisogni”, ha scritto il Papa. “Chiediamoci davanti al Signore se siamo in grado di lavorare insieme come vescovi, presbiteri, consacrati e laici, al servizio del Regno di Dio; se abbiamo un atteggiamento di accoglienza, con gesti concreti, verso coloro che si avvicinano a noi e a quanti sono lontani; se facciamo sentire le persone parte della comunità o se le teniamo ai margini”.

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