Il “red carpet okkupato” per George ed Emma e noi con l’acqua nelle scarpe

Sotto un cielo grigissimo c’è chi è disposto a dormire in un sacchi a pelo pur di stare di fronte al tappeto rosso. Ma un diluvio colossale spazza via gli ombrelli proprio quando Lanthimos e i suoi attori entrano dentro al Palazzo del Cinema

Quest’anno alla Mostra di Venezia il cinema è uscito dalla schermo e ha invaso il Lido. Ogni cosa qui è filmica: la scenografia c’è sempre stata, ma quest’anno anche ciò che accade sembra scritto e diretto. Prendete l’altra sera: erano previsti ben due red carpet, fra i più attesi di questa edizione, quello con Emma Stone per il nuovo film di Lanthimos e quello con George Clooney; uno dietro l’altro, con altissimo rischio di tamponamento fra star. Già m’immaginavo un tabellone in cima al Palazzo del Cinema che annunciava ritardi o cancellazioni; anche perché sin dalla tarda mattinata il cielo si andava annuvolando, ogni tanto una gocciolina, si vedeva che stava caricando un temporale per la sera. Ma puntuale come solo la Biennale sa essere, dopo le 18.00 ecco sfilare il cast di “Bugonia” al completo, nel delirio di grida e autografi: è dalla vigilia della Mostra che giovanissime fan di Emma Stone hanno bivaccato di fronte al tappeto rosso per essere in prima fila al suo passaggio, occupando il posto con il proprio corpo anche di notte dentro ai sacchi a pelo; e quando dovevano andare in bagno hanno usato come ferma-posto zaini, parei e cartelli (molto instagrammato lo striscione “Posto occupato dal 25/8 al 6/9 in attesa di George Clooney ed Emma Stone”, che però ieri sono già ripartiti quindi da adesso fino al 6 settembre che lo occupano a fare? Ma sopratutto, si può occupare così uno spazio pubblico come quello o il red carpet di Venezia rischia di fare la fine del Leoncavallo? Dice il ministro Giuli che se i fan di Emma Stone si allineano ai criteri di legalità possono restare).

Ma torniamo all’altra sera: il cielo grigissimo staccava benissimo con il rosso del tappeto e rendeva ancora più brillanti i flash dei fotografi, se non è direzione della fotografia questa! Poi, appena Lanthimos e i suoi attori entrano dentro al Palazzo del Cinema per la prima del film, ecco venire giù il cielo: un diluvio colossale con tanto di vento fortissimo che spazza via gli ombrelli come in “Mary Poppins”, una pioggia come in natura non ce ne sono, solo al cinema, è chiaro che questo temporale è fatto con la macchina della pioggia e le ventole che si usano sui set, si vede che quest’anno la Biennale non ha badato a spese, sta facendo grande cinema anche fuori dalle proiezioni, forse questo temporale era nel programma Venice Immersive dedicato al cinema immersivo –-ma in questo caso senza visore e l’acqua non è virtuale, infatti è un fuggi fuggi generale con tutti che si inzuppano, effettivamente immersi.

Ma al posto di Gene Kelly che canta e balla, sotto la pioggia ci siamo noi, in fila fuori dalla Sala Darsena per vedere l’ultimo film di Luca Guadagnino: la pioggia ci investe come in un film catastrofico, non c’è riparo e il cambio sala è più lungo del solito, così restiamo sotto l’uragano incessante per circa mezz’ora. Sembriamo naufraghi nel “Titanic” di Cameron; molti in fila protestano, fischiano contro la Biennale, qualcuno grida “Genocidio!”. Poi la Sala Darsena viene finalmente aperta e tutto è dimenticato: ci tuffiamo dentro e poi seduti sulle poltroncine iniziamo a sgocciolare, le pozze che mano mano si allargano sotto di noi, ditemi voi se un dettaglio così non è cinema! Ma soprattutto questo: io mi sento i piedi bagnatissimi, mi sfilo un mocassino, lo rivolto… ed esce mezzo litro d’acqua! Dalla scarpa! Come nei cartoni animati! Nel frattempo, al Palazzo del Cinema “Bugonia” è finito ed è il turno di George Clooney; e la pioggia che fa? Si ferma giusto il tempo per far passare asciutto il divo – per altro affetto da sinusite sin dalla mattina. Sempre meglio che noi della Sala Darsena, che stamattina ci siamo svegliati con la polmonite.

Leave a comment

Your email address will not be published.