Il fantasma dei generali in Asia

Le proteste in Indonesia (militarizzata da Prabowo Subianto), la crisi in Thailandia con la prima ministra Paetongtarn Shinawatra e il rischio per l’Asean

Sono mesi che gli indonesiani protestano contro la leadership di Prabowo Subianto, controverso ex generale, il cui nome è legato soprattutto alla repressione delle proteste di piazza contro la deriva autoritaria del presidente Suharto (che è il suo ex suocero) negli anni Novanta, e che ha preso il posto dell’ex presidente indonesiano Joko Widodo neanche un anno fa. Come prevedibile, Prabowo sta militarizzando l’Indonesia, dando più poteri ai militari di quanti non ne abbiano avuti negli ultimi dieci anni, quando il paese sembrava avviato a diventare una grande democrazia del Sud-est asiatico, la nazione a maggioranza musulmana più popolosa del mondo. Le proteste contro il presidente durano da mesi, ma l’altro ieri gli indonesiani in piazza, a Giacarta, manifestavano attorno ai palazzi del potere perché il governo aveva approvato una mancia da oltre 4 mila dollari al mese ai parlamentari, circa venti volte il salario minimo mensile nelle zone povere di un paese piegato dalla disoccupazione e dall’inflazione.

Giovedì la polizia ha reagito con la forza, sparando gas lacrimogeni e idranti, e un ragazzo di 21 anni in motorino è morto dopo essere stato speronato da una camionetta della polizia. E così ieri le proteste si sono caricate di rabbia, perché i metodi di Prabowo sono ancora vivi nella memoria dei più adulti. Il paese più grande del gruppo Asean continua a essere vittima del proprio passato, di un’autoritarismo che rischia di non avere più freni, perché certi paesi non hanno più nemmeno l’attenzione di potenze amiche come l’America. Il rischio caos è altissimo, come lo è nella vicina Thailandia, dove dopo la crisi armata con la Cambogia di un mese fa, e dove ieri la prima ministra Paetongtarn Shinawatra, membro della potente dinastia politica dei Shinawatra e capo del governo da un anno, è stata ufficialmente rimossa dal suo incarico dalla Corte costituzionale di Bangkok. E’ una guerra tra bande politiche, quella in corso in Thailandia, e tutti si chiedono se non sia all’orizzonte l’ennesimo colpo di stato militare.

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