Macron sa quanto il presidente americano ha a cuore la propria reputazione e ha calcato appositamente sulla mancanza di rispetto. Non sono gli insulti a irritare Mosca, ma le verità.
Il presidente francese Emmanuel Macron ci ha tenuto a ricordare il peso di un ultimatum. Donald Trump aveva detto che a due settimane dall’Alaska ci sarebbero state delle svolte. Lo aveva ripetuto anche dopo la telefonata avuta con Putin qualche giorno dopo il vertice di Anchorage. Il capo dell’Eliseo ha ricordato che, se entro lunedì non ci saranno svolte, allora vorrà dire che Putin si è preso gioco di Trump. Macron sa quanto Trump ha a cuore la propria reputazione e ha calcato appositamente sulla mancanza di rispetto, anche perché a Washington, il 18 agosto scorso, il capo della Casa Bianca gli aveva detto: è incredibile, Putin vuole fare un accordo e vuole farlo per me.
Macron ha parlato a Tolone, durante la riunione del Consiglio dei ministri franco-tedesco, al suo fianco c’era il cancelliere Friederich Merz, colonna, assieme a lui, del gruppo dei volenterosi per Kyiv. Macron ha chiamato Putin “ipocrita” e infine ha evocato l’immagine di un orco alle porte dell’Europa che incombe sul futuro di popoli come gli ucraini o i georgiani. Il discorso del presidente francese ha irritato la portavoce del ministero degli Esteri russi, Maria Zakharova, che ha parlato di “insulti volgari” che hanno superato ogni limite.
Macron ha registrato i fatti, li ha messi in fila, ha spiegato l’imbroglio di Putin che prosegue la guerra mentre gioca a negoziare per tenersi buono Trump. I russi lo sanno, ma Zakharova mentre il Cremlino imbroglia, non vuole che qualcuno svegli Trump dall’eterno ritorno degli ultimatum interrotti. Macron è stato a lungo il leader più dialogante con Putin fra gli europei non putiniani, tra i quali il capofila è Viktor Orbán, è rimasto per mesi fedele all’idea di una pace possibile in tempi rapidi senza “umiliare la Russia”. Ma anche Macron ha cambiato linea dopo tre anni di bombardamenti sui civili, finti negoziati, attacchi anche alle infrastrutture europee. Adesso cerca di fare in modo che la cambi anche Trump, con il quale lui e Merz parleranno nel fine settimana.