Le vacanze sono ufficialmente terminate. Dalla manovra alle elezioni regionali, dalla politica estera alla querelle sui vaccini, ecco i temi di cui governo, parlamento e partiti dovranno occuparsi
Le vacanze estive sono ormai alle spalle e il governo guidato da Giorgia Meloni si prepara a vivere un settembre intenso su più fronti. Sul piano interno, l’attenzione è tutta focalizzata sulla legge di Bilancio, con attese e tensioni sul modo in cui verranno gestite le risorse e su quali interventi saranno messi in campo. Ma tra i nodi cruciali ci sono anche le pensioni, le elezioni regionali, la polemica sull’obbligo vaccinale. Non mancano le sfide sul piano internazionale. Un’agenda.
Elezioni regionali
Quest’autunno si vota in sei regioni a statuto ordinario e in Valle d’Aosta. Si comincia dalle Marche e dalla Valle d’Aosta, in cui si andrà alle urne il 28 e il 29 settembre. Il governatore in carica Francesco Acquaroli (Fdi) sfiderà il candidato del centrosinistra Matteo Ricci, ex sindaco di Pesaro. Le elezioni in Calabria, indette a seguito delle dimissioni del presidente Roberto Occhiuto (FI), si terranno il 5 e il 6 ottobre.
Seguirà la Toscana, che andrà al voto il 12 e 13 ottobre. Anche qui tra i candidati c’è il governatore uscente Eugenio Giani (Pd), mentre il candidato per il centrodestra è Alessandro Tomasi, sindaco di Pistoia e indicato da Fratelli d’Italia. Per Campania, Veneto e Puglia non è stata ancora indetta una data – quasi sicuramente si voterà entro la scadenza del 23 novembre – e non sono ancora stati definiti tutti i candidati. In Veneto Giovanni Manildo (ex sindaco di Treviso) correrà per il centrosinistra, mentre a destra ci sono malumori, in particolare tra la Lega, che vuole continuare a esprimere il presidente della regione, e Fratelli d’Italia.
In Puglia invece le tensioni sono soprattutto a sinistra – anche se manca ancora anche il candidato del centrodestra. Il nome più battuto è quello di Antonio Decaro, ex sindaco di Bari e ora europarlamentare, che però ha dichiarato di non essere disposto a candidarsi se nelle liste dovessero figurare Michele Emiliano (governatore uscente) e Nichi Vendola (Avs).
Mancano candidati del centrodestra e del centrosinistra anche in Campania. In particolare nel csx il nome proposto dal campo largo è quello di Roberto Fico (M5s), ma il nodo da sciogliere è l’appoggio alla candidatura di Vincenzo De Luca, che non può ricandidarsi.
Manovra
In vista della prossima Legge di bilancio, il tema più discusso al momento sembra essere quello delle pensioni. Il governo Meloni punta a non far scattare dal 2027 l’innalzamento dell’età pensionistica a 67 anni e 3 mesi (slittamento che dovrebbe naturalmente conseguire all’aumento dell’aspettativa di vita che è stato registrato dagli ultimi dati Istat). Il sottosegretario al Lavoro Durigon ha dichiarato di voler prevedere in manovra un congelamento dell’età della pensione. La maggioranza è poi divisa sulle riforme fiscali: Forza Italia spinge per un taglio dell’Irpef per il ceto medio, mentre la Lega vorrebbe una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali. E’ stata paventata anche la possibilità di un “pizzicotto alle Banche”, come lo ha definito il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti.
Vaccini
La maggioranza di governo dovrà gestire la questione dell’obbligo vaccinale, che si è riaperta a seguito della revoca delle nomine del Nitag (l’organo tecnico consultivo sulle vaccinazioni) decisa dal ministro Schillaci per via della presenza di due medici che avevano espresso scetticismo sui vaccini. Alcuni esponenti della Lega hanno duramente criticato la decisione: prima Matteo Salvini e poi Claudio Borghi, che ha rilanciato la proposta di abolire l’obbligo vaccinale previsto dalla Legge Lorenzin. Non si sono fatte attendere le repliche interne alla maggioranza, da parte di Forza Italia. Espressione dell’imbarazzo sul tema è stata anche l’assenza di Schillaci al Meeting di Rimini, che avrebbe dovuto partecipare in presenza e ha invece inviato un videomessaggio.
Politica estera
I dossier di politica internazionale non sono mai realmente andati in vacanza. Non solo per la missione di Washington a cui ha partecipato la premier il 18 agosto – al momento il processo negoziale per la guerra in Ucraina è in una fase di stallo – ma anche per via dei fastidi diplomatici tra Roma e Parigi. All’Eliseo non sono piaciute le dichiarazioni del ministro Salvini contro il presidente Macron, relative al possibile invio di truppe europee a Kyiv. Meloni non si è espressa a riguardo, ma le divergenze interne alla maggioranza, dovute soprattutto alle posizioni “neutraliste” della Lega, sono una questione sempre aperta.