Parla Crippa, vice del Carroccio: “Salvini erede di Berlusconi, il governo non cade ma la Lega sarà forza di governo e di disturbo”

“Salvini, per spirito, è l’unico che vuole la pace come il Cav., il congresso della Lega è uno spartiacque, la linea sarà pacifista, chi non si trova ha sbagliato partito”. Conversazione con il vicesegretario di Salvini

Dice “che la Lega farà la Lega”, che “Salvini è l’erede di Berlusconi, per spirito”, che il “congresso sancirà la linea sovranista, pacifista. Sarà uno spartiacque”. Andrea Crippa, vicesegretario della Lega, cosa significa che Salvini è l’erede di Berlusconi? “Che ricordo cosa pensava Berlusconi di Putin e di Zelensky. Cercava Putin, lo apprezzava”. Si è votato in Europa, sulla sicurezza e la difesa, e il governo si è diviso in tre: la Lega ha votato “no”, Forza Italia, “sì”, e Meloni, FdI, si è astenuta. Crippa, siete coerenti? “Noi sì, sempre”. Come si fa a stare con Trump? “Come si fa a stare con questa Ue?”. Farete cadere il governo Meloni? “No, ma la Lega deve tornare a fare quello che sa fare. Una Lega di popolo, di strada, una forza di governo e di disturbo”.



Al Congresso della Lega, che si terrà sabato e domenica, a Firenze, c’è un candidato unico, Matteo Salvini, ma c’è anche una linea unica che dice Crippa, il suo vice, “sarà acclamata” e da quel momento “mi auguro che non venga più contestata. Si chiama lealtà”. I vicesegretari sono al momento tre: Crippa, Alberto Stefani e Claudio Durigon. Crippa è l’unico vice rimasto dopo la nomina di Giancarlo Giorgetti, a ministro dell’Economia, e di Lorenzo Fontana, presidente della Camera. In una conversazione con il Foglio, alla Camera, anticipa la Lega che sarà, dopo la nomina di Salvini, segretario per i prossimi quattro anni. Gli chiediamo perché nessun leghista abbia deciso di candidarsi in opposizione a Salvini, anche solo per forma, per quale motivo in Lega nessuno abbia avuto voglia di sfidarlo. La Lega è quel partito, e viene riconosciuto anche da FdI, che ha almeno sei possibili sostituti di Salvini, protagonisti come Giorgetti, Zaia, Fedriga, Romeo, Molinari, Calderoli. Crippa risponde che è “una cosa è amministrare un’altra è fare il leader. La prova è che nessuno in Lega, malgrado quanto scritto dai quotidiani, ha mai cercato di sostituire Salvini, ma aggiungo non ha mai avuto neppure la voglia. Salvini è la necessità della Lega, l’ineliminabile e l’insostituibile. A Firenze il partito gli chiederà di sacrificarsi ancora e questo significa che dal giorno dopo nessuno potrà mettere in dubbio la linea”. Cosa intende dire? “Che da quel momento la linea va rispettata, senza disfattismo, che da lunedì si inizia un nuovo percorso, un percorso chiaro. Chi non si trova ha sbagliato partito”. Qual è la linea? Crippa spiega che la linea “è la vecchia, l’antica, quella che ci ha permesso di arrivare al trenta per cento. La Lega è sempre stata pacifista. Sento contestare il posizionamento europeo, ma ricordo che la Lega è sempre stata con i Patrioti, con Le Pen. E’ la linea condivisa con Fontana, Giorgetti. Non abbiamo mai cambiato famiglia. Sono stato in Europa, fianco a fianco con Salvini, e ricordo le battaglie contro la Ue. Sono le stesse di Umberto Bossi. C’è continuità nella novità. Nessuno può rimproverarci di essere stati incoerenti. Il partito della coerenza è il nostro”. Significa che voterete contro le decisioni di Meloni, sul riarmo? “In Europa diciamo ‘no’ perché è un piano di bombe, un piano pensato da chi non vuole la pace. Diverso è il voto in Italia. Io non vedo carri armati a Trieste”. Accanto a Crippa c’è Stefani, l’altro vice, che annuisce, anche lui, dell’opinione che “da domenica pomeriggio il malpancismo in Lega deve finire”. Non vi spaventa la guerra dei dazi di Trump, non vi spaventano le conseguenze in Europa? Crippa replica che “gli unici dazi che finora ho visto sono quelli di von der Leyen, della Ue, quella che ha dichiarato ineleggibile Marine Le Pen, una decisione ignobile”. Dice che la Lega è il partito dell’Italia in canotta e che “l’ha snaturata il governo Draghi”. Perché rimproverate ancora quella decisione? Replica Crippa che è “stata quella scelta che ha fatto sbandare i nostri elettori. La Lega nasce come partito che ha sempre rotto le scatole, un partito di outsider”. Domandiamo come possa essere compatibile con la responsabilità di governo e Crippa dice che “la Lega non si può annacquare, non possiamo rinunciare alle nostre battaglie, pur stando al governo. Abbiamo tutti contro. Abbiamo i giornali che sono contro, abbiamo l’élite che ci schifa ma questo è un vantaggio. I voti li prendiamo quando facciamo la Lega, quando urliamo. E’ innegabile. La gente vuole questo e Salvini interpreta, come Trump in America, i desideri della gente. In questo Salvini è l’erede, per spirito, di Berlusconi”. Rivendicate la sua eredità politica? Non è di Tajani? Crippa dice che “senza fare polemica, se c’è un leader, in Italia, che ricerca la pace, quel leader è Salvini, proprio come il Berlusconi di Pratica di Mare. Senza offendere i colleghi di Forza Italia ma io ricordo cosa pensava Berlusconi di Putin. Ha cercato in tutti i modi di coinvolgerlo e ricordo pure le parole di Berlusconi su Zelensky. Non manco di rispetto quando dico che l’unico leader che sta cercando di sostituire Berlusconi come uomo di pace, in Italia, è Salvini”. Da lunedì che Lega sarà? “La vecchia, la solita, di governo, di disturbo, responsabile ma a voce alta”. E il leader? “Nessuno, anche solo per rispetto, dovrà permettersi di mettere in discussione Salvini”. Non si dice capo? “Un capo acclamato da tutti”.

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  • Carmelo Caruso
  • Carmelo Caruso, giornalista a Palermo, Milano, Roma. Ha iniziato a La Repubblica. Oggi lavora al Foglio

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