Il vero bipolarismo italiano è quello tra piagnoni e palleschi

Non c’è nulla di nuovo, la divisione risale alla fine del Quattrocento, alla Repubblica di Firenze. Ma il caso degli esorcisti moralizzatori contro Mastella, reo di voler organizzare una festa popolare sulle streghe, ci ricorda che è ancora attuale. Ed è un bel problema

Gli esorcisti contro Mastella non è solo un potenziale soggetto per un B-movie tipo “Zorro contro Dracula” o “L’incredibile Hulk contro Barbarella”: è un caso di cronaca che costituisce l’epitome del vero bipolarismo di cui è preda la nostra epoca. Bipolarismo che, tuttavia, non è nulla di nuovo, risalendo alla fine del Quattrocento. All’epoca, l’evolutissima repubblica di Firenze si ritrovò suddivisa fra i piagnoni, ossia i moralizzatori che sostenevano Savonarola, e i palleschi, ossia i nostalgici del dissoluto governo dei Medici (il cui stemma conteneva cinque sfere, donde il nome). Anche oggi i piagnoni vanno per la maggiore: gli esorcisti che vogliono impedire al sindaco di Benevento di organizzare una festa popolare sulle streghe, con la scusa che così si “promuove il male presentandolo in modo affascinante” e si “offre alla gente del veleno nascosto sotto sapore di miele”, sono piagnoni di prima categoria.

Altrettanto piagnoni sono gli ambientalisti che vogliono impedire l’utilizzo delle auto, i vendicatori di minoranze oppresse sempre più capillari e astruse, i profeti delle sventure arrecate dall’intelligenza artificiale, i castratori di ogni istinto umano poco presentabile, i presunti liberatori che combattono a colpi di censura e cancel culture. Fin qui, non ci piove. Il problema è che poi, sentendo ciò che dicono i loro oppositori, quelli che reclamano il rutto libero e i soprusi senza freno, un volgare massimalismo e un passatismo ingiustificabile, si capisce che l’alternativa è di ritrovarsi nelle mani di enormi, incommensurabili palleschi.

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