Federmeccanica ci spiega l’effetto dei dazi

La guerra commerciale fa male a tutti, perchè porta ad un aumento dei prezzi per le imprese e i cittadini di tutti i paesi coinvolti. C’è bisogno di una controffensiva europea adeguata, che si ponga sullo stesso livello

Al direttore – Lo scenario che si sta delineando, sul tema dei dazi, è preoccupante anche per la recrudescenza di tensioni e conflitti che si porta dietro. Già i primi annunci minacciosi di applicazione delle tariffe da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, avevano sortito un primo effetto negativo, quello di fermare ordini e investimenti, cosa che di fatto equivale ad una prematura applicazione dei dazi. Il nostro settore, quello della metalmeccanica, da molti trimestri è in difficoltà, appesantito dalla conclamata crisi dell’automotive. Questo ulteriore macigno avrà conseguenze importanti su tutta la filiera della componentistica. Il “ribilanciamento” delle tariffe doganali, per fare alcuni esempi, graverebbe sugli autoveicoli per circa 450 milioni di euro, rispetto ai 90 milioni attuali – con un aggravio che passerebbe dal 2,5 per cento al 9,82 per cento medio –, sulle moto graverebbe per 17 milioni, rispetto agli 1,3 milioni di oggi, per 28 milioni sui carrelli elevatori che fino ad oggi erano liberi dai dazi.

I flussi verso gli Stati Uniti, l’anno scorso, sono stati pari a 29 miliardi. Parliamo del secondo mercato di destinazione, che pesa per oltre il 10% delle spedizioni estere e che già aveva visto un calo di più dell’11% rispetto al 2023. Questo è il quadro già molto debole, su cui i dazi andranno ad agire con conseguenze che ci possiamo immaginare. La congiuntura economica che stiamo vivendo è talmente pesante che ogni inasprimento delle relazioni internazionali spaventa. Una guerra combattuta a suon di dazi fa male a tutti, perché porta ad un aumento dei prezzi per imprese e cittadini di tutti i paesi coinvolti, nessuno escluso. Per questo spero che l’Unione Europea rifletta bene rispetto a una controffensiva che si ponga sullo stesso livello. I modi di Trump sono certamente “unpolite”, ma avremo bisogno di negoziatori in grado di opporsi. Soprattutto avremo bisogno che l’Europa si muova unita verso la stessa direzione.


Federico Visentin, presidente di Federmeccanica

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