L’imbarazzo a Cinque stelle per la tiktoker in piazza. Nemesi per il partito del clic

Roberto Fico non commenta, ma è ottimista: “La piazza sarà partecipata, si parlerà di contenuti”. La deputata m5s Gilda Sportiello ribadisce: “In piazza per la pace, estranei ad altre iniziative”

“Guarda e passa”. Questo si augura un cinquestelle sconsolato, alla vigilia della manifestazione anti-riarmo Ue del 5 aprile. Guarda e passa quello che sta per succedere in piazza, presenze estranee comprese. E vedi il destino, vedi la Nemesi che ti combinano: nasci come movimento dal basso, sotto il palco di Beppe Grillo, ex comico poi defenestrato dagli ex adepti; nasci talmente dal basso che i primi eletti in Parlamento, nel 2013, ci sono arrivati con pochi clic: voti di amici, parenti e conoscenti, per persone in molti casi senza arte né parte. E anche se alle elezioni successive, nel 2018, come movimento ti presenti con credenziali meno basiche, pur sempre sul web si alimenta gran parte del tuo consenso. Ed ecco che, dopo l’esperienza di governo, e dopo l’ascesa anti-grillesca dell’avvocato poi premier poi leader del M5s Giuseppe Conte, ti ritrovi, alla vigilia della manifestazione anti-riarmo del 5 aprile, incredulo, attonito e insidiato: insidiato nientemeno che dalla tiktoker napoletana Rita De Crescenzo, quella che, in un giorno d’inverno, qualche settimana fa, ha riempito le piste di Roccaraso, da Napoli, con il richiamo internettiano ai suoi follower, un “venghino, signori venghino” con biglietto tutto compreso, panino incluso, modello gita di un giorno con fermata al capannone per la vendita delle pentole.

E insomma, lei, la De Crescenzo, ha promosso sui social la manifestazione contiana contro il riarmo, e l’ha motivata, ospite a “La Zanzara”, al grido di “voto Conte!”. “Vado a quella manifestazione come mamma, come donna e come bisogna fare tutti, tutta la gente”, ha detto l’influencer dalla nerissima chioma sormontata da cappelli molto poco in linea con il look contiano. “Il look è il minimo, si rischia di farci deridere da chi sta peggio di noi”, dice una deputata del M5s. A chi allude? “Al Pd”. Il Pd ha ben altri dubbi, diviso com’è sul riarmo europeo e dunque sulla partecipazione all’evento, a prescindere dalla tiktoker che agli schizzinosi dice: “Che cosa ho io che non posso andare? Sono contro la guerra e il riarmo. Abbiamo i figli, i soldi nelle città servono a fare altre cose. Nelle città la gente muore di fame, li possono usare per altre cose, i soldi, non per i missili e le bombe”. L’ex presidente a Cinque Stelle della Camera Roberto Fico, interpellato dal Foglio, si dice sicuro che “la piazza sarà partecipata” e si aspetta che “si parli di contenuti”, ma sulla De Crescenzo non commenta. Piuttosto, vuole rifarsi alle parole della deputata e coordinatrice territoriale del M5s a Napoli Gilda Sportiello. E dunque Sportiello: “Noi andiamo in piazza per la pace, siamo estranei ad altre iniziative”, dice. Ma non si potrà mica trattare la De Crescenzo che invita i follower a scendere in piazza per la pace come un’appestata, dall’alto di un movimento che fu così dal basso da annoverare, inizialmente, tra i suoi auto-candidati, personaggi al cui confronto la De Crescenzo, oggi, pare la regina delle nevi. ‘”Il M5S sta organizzando da settimane questa manifestazione per dare voce a chi condivide i nostri valori”, dice Sportiello, ribadendo l’estraneità ad azioni “non riconducibili al M5s” e sottolineando “il messaggio” di “chi chiede a gran voce che le risorse del nostro paese vengano investite in sanità, istruzione, asili nido, welfare e non certo in armi”. E ieri, tra i Cinque stelle, si cercava di allinearsi al capogruppo m5s alla Camera Francesco Silvestri (che due giorni fa, ad “Agorà”, aveva detto: “Non abbiamo contatti con questo tipo di influencer, non sta nemmeno nella cultura del M5s, e non rappresenta quello che noi auguriamo ai ragazzi”). Sospira un deputato m5s: “Speriamo non si parli solo della tiktoker, non è una nostra attivista, ma anche lei ha diritto a manifestare”. Di fatto, la De Crescenzo potrebbe fare comodo: riempie i pullman. Dal quartier generale del Movimento si cerca di sollevare lo sguardo. Il 5 aprile appare vicino, e suscita un misto di irritazione ed esaltazione: ci sarà lo storico Alessandro Barbero, ci sarà il direttore del Fatto Marco Travaglio, ci saranno, come dice la deputata m5s Vittoria Baldino, le persone che “si riconoscono in un’Europa solidale e contro la guerra”. Conte si aspetta che arrivi persino qualcuno del Pd. C’è anche lei, la tiktoker? Pazienza, guarda e passa.

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  • Marianna Rizzini
  • Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l’Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l’hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E’ nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.

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