Il patron di Tesla vuole Brad Schimel a tutti i costi. Ex procuratore generale trumpiano, dovrebbe orendere il posto lasciato vacante da una giudice democratica. L’obiettivo è avere il controllo della Corte che potrebbe decidere come evitare che si tolgano due seggi ai repubblicani
L’uomo più ricco del mondo ha lasciato per qualche giorno il prato della Casa Bianca, trasformato in concessionaria Tesla, per tornare a saltare sui palchi elettorali. Elon Musk ha passato gli ultimi giorni in Wisconsin per convincere gli elettori a scegliere Brad Schimel come settimo giudice della Corte suprema statale. Musk, che in testa aveva il cappello a forma di fetta di formaggio tipico souvenir del Badger State, vuole a tutti i costi che Schimel, ex procuratore generale trumpiano, prenda il posto lasciato vacante da una giudice democratica. Per farlo ha donato 20 milioni di dollari, oltre che apparire di persona e organizzare delle “lotterie” per premiare con un milione un fortunato elettore contro i “giudici attivisti”. L’obiettivo del voto di oggi è avere il controllo della Corte che potrebbe decidere come ridisegnare i distretti e quindi, dice Musk, evitare che, con una vittoria dem, “si tolgano al Wisconsin due seggi repubblicani. E poi proveranno a fermare tutte le riforme governative che stiamo facendo per voi, popolo americano!”.
E’ arrivato a dire che: “Ne va del futuro della civiltà”. Le scelte della Corte potrebbero avere un impatto, oltre che sui distretti, su grosse decisioni come aborto e soprattutto contenziosi con la Tesla. Quando dalla folla hanno interrotto Musk per i tagli del Doge lui ha risposto, ridendo, con un classico del manuale della destra alternativa: “Inevitabile che nel pubblico ci fossero alcuni agenti di George Soros. Dite ciao a George da parte mia! Ciao George”. Soros, come del resto fa spesso, ha donato due milioni a Susan Crawford, la candidata liberal che sfida Schimel. Ma tra tutti i miliardari donatori è stato lui a esser scelto come bersaglio. Uno che dona due milioni è un burattinaio globalista, uno che ne dona 20 un salvatore della “civiltà”.