Che cosa c’è dietro le medaglie di Andy Diaz, Mattia Furlani, Larissa Iapichino e Andrea Dallavalle. Parla il responsabile tecnico dei salti della Nazionale
L’anomalia di Europei e Mondiali indoor di atletica nella stessa stagione a distanza di due settimane e l’Italia che fa? Quello che fa esattamente da quattro anni durante la presidenza di Stefano Mei. Praticamente ottiene i suoi migliori risultati di sempre nelle due rassegne: seconda nel medagliere ad Apeldoorn (Olanda) con tre ori (più un argento e un bronzo) e poi quinta nel medagliere a Nanchino per la prima volta con un doppio oro (più un argento). Ma quello che salta più all’occhio è che quattro di questi cinque ori vengono dai salti orizzontali: doppietta di Andy Diaz nel triplo, oro iridato di Mattia Furlani (già argento agli Europei) e oro europeo di Larissa Iapichino (che ha saltato i Mondiali). Senza dimenticare il bronzo europeo di Andrea Dallavalle, poi assente ai Mondiali. E a sedere in cima a questa piramide di ori, come un moderno Re Mida, c’è proprio da quest’anno un responsabile tecnico dei salti che ha vinto a sua volta un oro ai Mondiali indoor (nel 2001 a Lisbona), il goriziano Paolo Camossi. Uno che, passati i 50 anni, si è già messo alle spalle l’esperienza di allenatore dell’olimpionico dei 100, Marcell Jacobs.
“Nell’atletica qualunque responsabile che si sentisse artefice dei successi dei propri atleti sarebbe un fanfarone nell’anima. Questo ieri, oggi e domani. A parte che sono già stato collaboratore del ct Massimo Magnani proprio per i salti, a partire dal 2012. Quando il presidente Mei mi ha chiamato alla fine del 2024 ho sposato in pieno la sua filosofia: trasmettere alla squadra soprattutto serenità, evitare le tensioni e non drammatizzare i momenti negativi. Oggi un responsabile tecnico deve soprattutto risolvere problemi, mediare fra allenatore e atleta, fare i video, dare consigli quando serve sfruttando l’opportunità di essere a contatto con la squadra ma all’occorrenza portare anche le bottiglie d’acqua come io ho fatto agi Europei con Dallavalle. Ma nel caso di Diaz, Furlani e Iapichino in particolare io ho avuto la fortuna di trovare dei team affiatati, guidati in due casi da genitori che non hanno bisogno di mettersi in mostra e nel terzo da un ex campione come Fabrizio Donato. Ho avuto fortuna: mi sono messo in un angolo e mi sono goduto lo spettacolo”.
E che spettacolo quello di Larissa e Mattia, gemelli dell’oro che con la giovane età possono metterci in carrozza per due Olimpiadi.
“Con papà Gianni Iapichino, che gareggiava ai miei tempi, ho un rapporto consolidato che permette semplicità di confronto. Se vedo qualcosa di positivo glielo dico, ma posso fare anche l’antipatico. Gianni ha tolto pressione e ha messo continuità nei salti di Larissa che, come gli ho detto, quando supererà i 7 metri lo farà di molto. Ora che l’oro l’ha sbloccata Larissa ha i mezzi tecnici per fare qualunque cosa. Mamma Furlani ha lavorato allo stesso modo fin dall’inizio e i risultati sono stati subito esaltanti. Seguendo il suo percorso naturale Mattia diventerà il nuovo Tentoglou e anche qualcosa di più visto il talento”.
Invece con Donato vi scannavate in pedana, ora siete grandi amici.
“Un rapporto che dura da trent’anni anche se abbiamo vissuto un solo anno insieme all’apice, nel 2000, quando alla Notturna di Milano demmo vita a una sfida passata alla storia. Il triplo è una specialità spesso sottovalutata, il mio oro indoor è diventato famoso perché ho battuto Jonathan Edwards, ma il valore delle gare di oggi è lo stesso, anzi Diaz ci avrebbe fatto vedere i sorci verdi. Sembra che vinca in maniera più facile, ma questa è la sensazione che danno i fuoriclasse, opportunamente stimolato lui supererà i 18 metri. Non mi sono mai commosso come in questi giorni e grandi soddisfazioni mi sta dando anche Dallavalle in cui avevo sempre creduto, al di là degli infortuni”.
Sarà più difficile gestire l’alto dove sta per rientrare un certo Tamberi.
“Mi fanno tutti questa domanda, ma mi sento solo onorato. Apparteniamo tutti alla stessa scuola italiana dei salti. Ma nell’alto queste due rassegne indoor hanno confermato la tenuta soprattutto di Matteo Sioli, neanche ventenne e già bronzo agli Europei, e di Manuel Lando, quarto agli Europei e sesto ai Mondiali. E poche nazioni possono vantare un’accoppiata come Bruni-Molinarolo nell’asta femminile”
Domanda d’obbligo su Marcell Jacobs, separazione dolorosa?
“Certamente mi dispiace ma ricordo quello che diceva l’ex ct Elio Locatelli. Sulla strada di un tecnico capita una sola volta il fuoriclasse vero e quando capita basta giocare bene le carte e non sprecare il dono che ti è arrivato. Penso di averlo fatto e poi ho avuto altre opportunità: la collaborazione con la Federazione cinese e ora la possibilità di spaziare fra molti talenti. Conta studiare, reinventarsi, soprattutto avere visioni diverse”.
Come l’ha presa quando ha letto del caso di spionaggio del fratello di Tortu, Giacomo, quando lei allenava Jacobs. Per il prossimo raduno dello sprint Azzurro a Roma, dove non ci sarà l’infortunato Jacobs, è stato convocato anche papà Salvino…
“Ho pensato di essere al Truman show, un film non sportivo, ancora non me ne rendo conto. Diciamo che al raduno azzurro a questo punto ci saranno più giornalisti che atleti…”