Bce frena Banco Bpm: niente Danish Compromise per l’acquisizione di Anima

La vigilanza europea esprime parere contrario, aumentando l’incertezza sull’operazione. Il titolo crolla in Borsa, mentre Unicredit prende tempo sulla sua ops

A complicare il risiko bancario più pazzo d’Europa, si mettono anche le regole della vigilanza. La Bce ha espresso parere contrario all’applicazione del Danish Compromise all’operazione di acquisizione che Banco Bpm sta conducendo sulla società Anima, di cui ha quasi raggiunto la soglia del 50 per cento del capitale. Pur non essendo quella della Bce una decisione definitiva, poiché in proposito dovrà esprimersi anche l’Eba, è difficile prevedere un esito diverso per Bpm, che, comunque, tiene a precisare di stare continuando le interlocuzioni con le autorità europee.

La Bce si è orientata un’interpretazione restrittiva della regola del compromesso danese alle fusioni tra operatori finanziari (uno “sconto” a beneficio dell’acquirente). A suo parere si applica solo alle banche che acquisiscono direttamente società assicurative, che non è il caso di Bpm-Anima. Si vedrà come questa posizione si concilia con una prima interlocuzione che l’istituto guidato da Giuseppe Castagna aveva avuto con la stessa Eba, ottenendo riscontri positivi, e con la previsione di tutti gli analisti che non hanno mai avuto dubbi sul fatto che la regola si potesse applicare a questo caso. Intanto, l’effetto di questo parere è stato dirompente per il titolo Bpm che ieri ha perso il 4,5 per cento. Senza il Danish, l’acquisizione di Anima genera un maggior assorbimento di capitale per Bpm, il cui cda si riunirà oggi per confermare probabilmente quanto anticipato da Castagna e cioè che l’operazione va avanti lo stesso poiché la banca ha capacità di assorbirla senza compromettere la politica dei dividendi e gli indici patrimoniali. La vera incognita è, piuttosto, cosa farà Unicredit. In teoria, il gruppo guidato da Andrea Orcel avrebbe una solida ragione per ritirarsi dall’ops su Bpm avendo anticipato al mercato la possibilità di esercitare questa opzione in mancanza del Danish. Nella pratica, è probabile che Unicredit prenderà ancora tempo per decidere. Ma di certo l’ipotesi di un rilancio del prezzo su Bpm sembra ora più lontana.

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