Trump allarma il governo Meloni. Fazzolari: “Esordio troppo frizzante, preoccupati dai dazi”

Il sottosegretario e braccio destro della premier per la prima volta fa trasparire una serie di timori per le nuove politiche della Casa Bianca

Ammette di avere timore per i dazi americani e si dice colpito dalla posa di Donald Trump nei confronti dell’Ucraina e forse non solo: se è in allarme perfino Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla presidenza del Consiglio nonché braccio ambidestro di Giorgia Meloni, i timori di Roma sono croccanti. Reali. Per la prima volta emergono, come bolle, dalle acque termali di Saturnia, all’evento invernale organizzato in un resort extralusso da Bruno Vespa, gemello di quello estivo, pugliese in masseria. Rispetto allo scorso agosto c’è poco da brindare. Almeno secondo “il Fazzo”, vero capo dell’ufficio diplomatico di Palazzo Chigi. A Saturnia di sulfureo c’è Trump, per FdI.

Di mattina il Consiglio dei ministri licenzia il decreto Bollette, quello rinviato tre giorni fa perché ritenuto non soddisfacente dalla premier. Giorgia Meloni diserta la conferenza stampa dei ministri Giancarlo Giorgetti (Economia) e Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente) e quasi in contemporanea fa partire un video dalla sua stanza per illustrare il provvedimento “da 3 miliardi di euro per le famiglie e imprese”.

Un contromessaggio che oscuro quello dei ministri: ma non era la premier che diceva di non partecipare alle conferenze stampa per non oscurare “i ragazzi della sua squadra”? Dettagli, come le inquadrature dell’ufficio meloniano, diffuse dallo staff della comunicazione, dove campeggiano sempre solo due bandiere: quella dell’Italia e lo stendardo della presidenza del Consiglio dei ministri. Non si vede – ma sicuramente c’è – quella dell’Europa come in precedenti video. E’ un governo che pensa alle contromosse sui dazi e che ormai apre all’aumento delle spese militari in vista del vertice di domenica a Londra. Dove Meloni incontrerà il primo ministro del Regno Unito, Keir Starmer, e poi parteciperà al summit dei leader sull’Ucraina. Anche Giorgetti si è messo ormai l’anima in pace: “Quando discutiamo di un aumento delle spese per la Difesa, io ho sicuramente un contraccolpo sul mio bilancio, ma vorrei avere anche un’evidenza di quello che può derivarne in termini di crescita economica”. Tuttavia il vero polso della situazione lo dà Fazzolari da Vespa, in un’intervista dai titoli non banali che racchiudono ombre e timori evidentemente più grandi di quelli espressi in pubblico. Ma è comunque un fatto da registrare. Il sottosegretario sulla seconda presidenza Trump si dice “sorpreso, non solo sull’aspetto diciamo scenografico delle dichiarazioni, insomma: è un quadro molto più frizzante di quello che avremmo immaginato, ma non vanno inseguite le dichiarazioni”. Non si è ancora verificato lo scontro in mondovisione fra Trump e Zelensky, il sottosegretario propone di estendere a Kyiv l’articolo 5 della Nato senza che ne faccia parte e continua a bocciare l’invio di truppe europee, al contrario di un’operazione di pace sotto l’egida dell’Onu. Se con la guerra siamo messi così, sui dazi c’è poco da ridere: “Siamo preoccupati”, ammette Fazzolari che poi smorza i toni auspicando “un accordo di buonsenso”. Il sottosegretario esplicita così la situazione in cui si trova l’Italia di Meloni, l’unica leader europea a partecipare all’Inauguration day di Trump lo scorso gennaio, per esempio. Lo “spettacolo” alla Casa Bianca sveglia anche il Pd: “E Meloni con chi sta?”.

  • Simone Canettieri
  • Viterbese, 1982. Al Foglio da settembre 2020 come caposervizio. Otto anni al Messaggero (in cronaca e al politico). Prima ancora in Emilia Romagna come corrispondente (fra nascita del M5s e terremoto), a Firenze come redattore del Nuovo Corriere (alle prese tutte le mattine con cronaca nera e giudiziaria). Ha iniziato a Viterbo a 19 anni con il pattinaggio e il calcio minore, poi a 26 anni ha strappato la prima assunzione. Ha scritto per Oggi, Linkiesta, inserti di viaggi e gastronomia. Ha collaborato con RadioRai, ma anche con emittenti televisive e radiofoniche locali che non pagavano mai. Premio Agnes 2020 per la carta stampata in Italia. Ha vinto anche il premio Guidarello 2023 per il giornalismo d’autore.

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