La Germania si avvia cauta verso la leva obbligatoria, ma è tutto in salita

Berlino prepara un nuovo modello di arruolamento su base volontaria, con visite sanitarie obbligatorie e incentivi per i giovani. Ma tra limiti strutturali e divisioni politiche, il progetto ha diversi ostacoli

Berlino. I cartelloni pubblicitari in giro ci sono già, d’altro canto il governo di Friedrich Merz sarà pur nuovo ma il ministro della Difesa, Boris Pistorius, è lo stesso ormai da due anni e mezzo. Anche sui giornali come pure sui siti più frequentati dai giovani qualche invito ad arruolarsi comincia a fare capolino. E i video appaiono nei tornei sportivi, Nulla di drammatico che i tedeschi rifuggono i toni all’americana. Al posto dello zio Sam con il dito puntato, giovani che si tuffano – sì, nella Bundeswehr facciamo anche sport – che giocano con un drone, ragazze al computer ma tutto in un’ottica di sicurezza. Dalla piscina gli stessi giovani emergono bardati come incursori anfibi con il fucile spianato. “Difendi la democrazia”, firmato: Bundeswehr Karriere. Era il 2011 quando il governo Angela Merkel, al suo secondo giro da cancelliera (l’unico coi Liberali), formalizzò la sospensione del servizio militare obbligatorio introdotto nel 1957. Protetta dagli americani, solidamente circondata da nuovi paesi Nato anche sul fianco orientale, pappa e ciccia (anzi metano & gasdotti) con la Russia di Putin, la Germania formalizzava il suo status di paese protetto dalla geopolitica smantellando anche i 52 distretti militari che organizzavano la leva.



Il resto è cronaca. Pochi giorni fa il governo Merz, che per l’occasione si è riunito presso il ministero della Difesa a Berlino, ha licenziato un disegno di legge per rendere la visita militare obbligatoria mentre la naja vera e propria resterà per il momento facoltativa. Dal 2028 tutti i ragazzi di 18 anni saranno sottoposti a un esame fisico anche se non opteranno per il servizio militare: l’obiettivo è valutare la loro idoneità. Ma già dal 2026, tutti i ragazzi e le ragazze tedesche riceveranno un formulario basato sul modello praticato in Svezia: un questionario per valutare il loro interesse a servire sotto le armi cercando di capire al tempo stesso quale siano la loro forma fisica, abilità e interessi. La Germania è “tornata sulla strada di un esercito basato sul servizio militare”, ha dichiarato il cancelliere dopo che il suo gabinetto ha approvato i piani per reintrodurre la misura su base volontaria. Gli obiettivi sono ambiziosi: oggi la Repubblica federale può contare su 182 mila effettivi e 49 mila riservisti. Domani serviranno 260 mila effettivi e 200 mila riservisti. Pistorius ci spera e intanto saluta il ddl come “un enorme passo avanti” per il paese. Poiché gli spot non bastano, per ottenere “il più grande esercito d’Europa” – questa l’aspirazione di Merz – lo stato promette uno stipendio di almeno 2.300 euro al mese comprensivo di assistenza sanitaria e altri vantaggi, non ultimo ottenere la patente di guida (costo medio oggi fra esami teorici e prove pratiche: tremila euro). Basterà?



Assolutamente no, tuona dalle pagine della conservatrice Welt l’analista Thorsten Jungholt che fa proprie le riserve di tanta Cdu. Per Jungholt il governo federale ha da un lato riconosciuto correttamente la situazione di minaccia in cui si trova la Germania, salvo “negare alla Bundeswehr gli strumenti per poter reagire in modo appropriato”. Dito puntato contro i socialdemocratici (la Spd): sarebbero stati i partner di coalizione a opporre a Merz un netto nein alla possibilità di reintrodurre la leva obbligatoria in questa legislatura. E poi, osserva ancora Jungholt, si punta a quadruplicare il numero dei riservisti ma “non esiste ancora un concetto sostenibile per la riserva né ci sono abbastanza posti letto nelle caserme”. Peggio ancora, “non esiste un concetto per la reintroduzione di un servizio sostitutivo per chi, volontariamente, rifiuti di servire sotto le armi”. Principianti allo sbaraglio, insomma. Eppure, Pistorius si mostra cautamente ottimista: solo a fine luglio, riportava la stessa Welt, il numero dei coscritti volontari è salito a oltre 11 mila, con un aumento di 1.500 in un anno. Uno sviluppo “particolarmente piacevole, anche in vista del nuovo servizio militare previsto”, aveva commentato Pistorius soddisfatto dell’esito degli ultimi mesi di campagne pubblicitarie. E poi c’è chi osserva, soprattutto a sinistra, con l’allestimento di un esercito bisogna andarci molto cauti. I sovranisti di AfD sono per la leva obbligatoria ma allo stesso tempo sia loro sia parte della sinistra radicale sono apertamente prorussi. E nessuno vuole fornire loro argomenti su come la Germania intenda dominare il fronte orientale.

Di più su questi argomenti:

Leave a comment

Your email address will not be published.