La puzza dell’ideologia arriva in Finlandia

Un’insolita protesta dei residenti nella cittadina finlandese di Loviisa contro i rifiuti italiani spediti lì per mancanza di termovalorizzatori, soprattutto nel Sud Italia

Nella cittadina finlandese di Loviisa, un centinaio di chilometri da Helsinki, è in corso un’insolita protesta. I residenti si lamentano per gli insopportabili tanfi che proverebbero dai rifiuti che, attraversata tutta Europa, giungono lì dall’Italia per essere smaltiti nel termovalorizzatore. Non sappiamo quanto la puzza della spazzatura nostrana infastidisca i poveri finlandesi, ma abbiamo una certezza: troppi rifiuti prodotti nel nostro paese finiscono fuori confine. Un danno all’ambiente e un costo economico che si potrebbero evitare. Dice l’Ispra che nel 2023 oltre 800 mila tonnellate di spazzatura indifferenziata Made in Italy sono finite in termovalorizzatori esteri. Ma si tratta solo di una piccola parte dell’indifferenziato che, per mancanza di impianti, non può essere trattato in Italia. Il resto finisce in discarica, con buona pace per gli obblighi europei che imporrebbero ai paesi membri di ridurre entro il 2035 a meno del 10 per cento questo tipo di conferimento.

Secondo un report di Ispra e Utilitalia del 2023 il deficit di capacità di incenerimento nel nostro paese vale 5,7 milioni di tonnellate (servirebbero insomma circa altri dieci impianti come quello da 600 mila tonnellate in progetto a Roma). La carenza è tutta concentrata al centro e al sud Italia. Al nord infatti ci sono 25 termovalorizzatori, al sud solo 6, al centro ci si ferma a 5. Per la scelta di rinunciare alla realizzazione di un nuovo impianto di termovalorizzazione, Carlo Calenda ha deciso di non appoggiare la corsa del dem Matteo Ricci nelle Marche. Mentre Roberto Fico, candidato 5 stelle del campo largo in Campania, vorrebbe chiudere l’impianto di Acerra che salvò Napoli dai rifiuti. E d’altronde è per la scelta del sindaco di Roma Roberto Gualtieri di realizzare un nuovo termovalorizzatore nella capitale che il M5s fece cadere il governo Draghi. Quella dei termovalorizzatori, insomma, nel nostro paese è una faglia ideologica. Una linea che divide chi affronta i problemi con il metro dell’ideologia e chi lo fa invece scendendo a patti con la realtà, anche se puzzolente.

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