La segretaria rilancia la questione sociale e presenta le proposte contro il caro bollette, spiegando che la ragione è “l’invasione criminale di Putin”. Continuano i contatti con Conte per un’iniziativa comune. Questa notte la leader dem sarà in Calabria a due anni dalla strage di migranti. Poi la direzione (con i dubbi dei riformisti)
Per parlare di Ucraina si affida ai rincari energetici. Annuncia che sarà a Cutro questa notte e nel frattempo presenzia un convegno sulla mafia al Nazareno. Nel giorno del terzo anniversario dell’invasione russa, Elly Schlein gioca a tutto campo. Così alla fine l’Ucraina sembra quasi laterale e questo farà storcere un po’ il naso a qualcuno (forse più di uno) nel Pd.
All’ora di pranzo la segretaria batte un colpo: si presenta su Instagram e torna a invocare “una pace che sia giusta dal punto di vista degli ucraini”. Ma Schlein, che domenica scorsa in piazza per l’Ucraina ha mandato una delegazione, lo fa a modo suo, con la sua ormai consueta cifra. Interviene infatti via social nel corso di una diretta: “Le proposte del Pd contro il caro bollette” – non esattamente il titolo di chi vuole far sapere che parlerà (anche di guerra). Con lei ci sono Antonio Misiani e Annalisa Corrado, responsabili dem all’Economia e all’Ambiente, anche questo ha un significato. Propongono di disaccoppiare il prezzo dell’energia da quello del gas, un acquirente unico pubblico per le forniture e l’aumento della quota di rinnovabili nel mix energetico. E’ l’espediente per rilanciare l’agenda sociale – al Nazareno sono convinti che sia questa la strada più efficace con cui incalzare il governo – e rivolgersi al mondo delle imprese. Tenendo comunque al centro la tragedia ucraina, di cui Schlein aveva parlato già sabato sera ad Accordi e disaccordi, la trasmissione in quota Fatto quotidiano sul Nove.
La leader dem approfitta quindi per mandare qualche messaggio, attacca Donald Trump e il governo di Giorgia Meloni, che non ha fatto nulla contro l’aumento dei prezzi dell’energia. La cui causa, appunto, “è l’invasione criminale di Putin alla quale l’Europa ha risposto con compattezza”, ricorda la leader dem. Ma ora, aggiunge, serve fare di più per scardinare il disegno dell’amministrazione americana “secondo cui Ucraina ed Europa non si devono sedere al tavolo”.
Parole nette, che tuttavia ancora non fugano le perplessità di quella parte del Pd che, pur considerando l’alleanza con i grillini una necessità, considera ancora Schlein troppo appiattita sul M5s. E’ la stessa quota del partito che ha spinto affinché Schlein prendesse le distanze dalle parole di Conte su Trump e avrebbe preferito un’iniziativa più dritta e riconoscibile sull’Ucraina. Anche perché, sempre ieri, Schlein era anche al Nazareno per un seminario sulla lotta alla mafia e sulla legalità. Tra i riformisti dem a Bruxelles, per dire, ieri rimbalzava il post (“Slava Ukraini! Viva l’Europa”, si legge in un passaggio) scritto di ritorno da Kyiv dall’eurodeputato Raphaël Glucksmann, volto in ascesa della sinistra francese, proprio a sottolineare la differenza di linea.
Schlein comunque tira dritto, è consapevole delle richieste di una parte dei suoi e di ciò che la divide da Conte, ma la linea resta ancora quella del “testardamente unitari”. Non a caso nelle scorse ore ci sono stati nuovi contatti con i vertici pentastellati per ribadire la disponibilità dem a scendere in piazza fianco a fianco, a patto però che si trovi una piattaforma comune. A partire probabilmente dalla questione sociale, “la condizione materiale delle persone” che è stata secondo Schlein una delle principali ragioni dell’esito del voto tedesco, della sconfitta del socialista Scholz – per i dem significa anche avere un alleato in meno in Europa su dossier fondamentali come quello sui migranti. Un tema che dopo qualche settimana in secondo piano tornerà oggi a fare capolino nell’agenda della segretaria del Pd: questa notte sarà a Cutro, per dare una segnale forte, a due anni dalla strage in cui morirono oltre 90 migranti, tra ritardi e omissioni nei soccorsi.
Ad attenderla al ritorno, giovedì, ci sarà la direzione del Pd: all’ordine nel giorno i percorsi congressuali nelle regioni e nelle province in scadenza, il commissariamento del partito in Sicilia e soprattutto la relazione della stessa Schlein che aprirà i lavori, l’analisi della fase politica e i suoi sviluppi. Con i riformisti dem pronti a ribadire le proprie posizioni: dal sostegno a Kyiv alle spese militari, fino alla difesa comune europea.