A 10 anni si ritrova orfano e pure povero, per poi emigrare a Londra e buttarsi nella vasca dei pescecani della Procter&Gamble. Tra poco la più piccola delle “Big Three”dei grandi magazzini di Londra festeggerà i 150 anni di vita. Anche grazie a lui
Il continuo scambio di teste fra i grandi gruppi sta disorientando i clienti e annullando le differenze che dovrebbero permettere alle brand communities di scegliere, e di pagare i favolosi sovrapprezzi senza ridere
Con i bustini e le gonne fascianti, per le donne suonerà pure l’ora del ritorno in casa e dei lavori sottopagati? La moda delle “tradwife”
Il ministro Adolfo Urso ha provato a dare garanzie sugli aiuti e presentava agli imprenditori il piano moda del governo, volto a rafforzare la filiera e ad accelerare l’internazionalizzazione del settore. L’assenza della premier però si è fatta sentire
I film non hanno bisogno solo di volti belli, ma di volti che raccontino e che siano credibili in qualsiasi epoca e situazione. E se vediamo gli attori in ogni momenti della loro vita, dai red carpet a mentre si allenano in palestra, è ovvio che stoni vederli interpretare personaggi
Quando lo stylist sa mettere la sua capacità di interpretare i capi al servizio dell’occasione e della personalità di chi li indossa, ne guadagnano sia l’immagine della star sia il brand. Basta solo non trasformare gli abiti in assemblaggi grotteschi nell’ansia di apparire
E’ un ottima cosa, ma non può prescindere da una valutazione caratterial-psicologica e non solo strategica. Donatella Versace vive nel culto del fratello. E nel pregresso dell’acquirente ci sono Jil Sander e Helmut Lang
Intitolato a Laura Bassi Veratti, fisica insigne, prima professoressa universitaria in Italia e in Europa, un convoglio alta velocità Italo. Ne seguiranno altri. Insieme al supporto al progetto “Donne nelle STEM” del “Foglio della Moda”
Per Izumi Ogino, notissimo per le sue figure enigmatiche e ultraterrene che fondono elementi umani e spirituali, arte e moda sono molto di più, sinonimi di bellezza assoluta. L’incontro tra raffinatezza giapponese e audacia italiana
Botta e risposta con l’attrice del momento, che veste vintage (“la moda assomiglia alle idee che abbiamo”) e che dice grandi verità: “Siamo tutti il risultato dell’adolescente che eravamo”
Un pomeriggio con Simonetta Gianfelici e Marpessa Hennink a parlare di un’estetica che nella moda non è mai davvero cambiata, e dove impera il “tokenism” (una donna non conforme, una agé, una alternativa). “Oggi molte minoranze sono rappresentate perché rispecchiano un bacino di nuovi consumatori”
Il distacco dalla ricerca della bellezza convenzionale per abbracciare una visione più dinamica e trasversale, influenzata da sottoculture e arte. Tradurre la moda in linguaggi visivi, sottolineando l’importanza di una narrazione autentica che unisca estetica, cultura e contesti sociali
Se nello stile presentato sulle passerelle tira aria di restaurazione, con uno sguardo fin troppo pedissequo agli Anni Cinquanta e la fine certificata del woke anche fra le modelle, le strategie in corso vedono un forte recupero della gestione famigliare e nella comunicazione il progressivo abbandono delle ?community? oceaniche. E almeno in questo, non si tratta di uno sguardo verso il passato
Dopo il tonfo seguito al licenziamento di De Sarno, il gruppo di Pinault cerca una stabilizzazione. E nonostante il crollo degli utili, risale. Il settore è solido o solo too big to fail? Perché gli analisti credono ancora nel lusso
Trentuno anni, una borsa che è un caso internazionale. L’ansia di dover fare tutto da solo (“con l’aiuto della psicoterapia, la consiglio a tutti”), le necessarie consulenze lontano, la base a Cesena, le sfilate che contano meno, e non solo per una questione di disponibilità: “Oggi bisogna stabilire connessioni reali”
Sorpresa: dalla Francia all’Italia, venerabili istituzioni come il Louvre e Palazzo Corsini, sede dei Lincei, si accorgono del valore mediatico e, incredibilmente, scientifico, di un modello e di un sistema che fino a questo momento a malapena tolleravano. Ma i tempi cambiano, e il consenso popolare è diventato una necessità
Dire che la moda sia oggi ancora rilevante è molto difficile, considerando che, come il cambiamento climatico, anche nella moda e nel cosiddetto lusso si è innescato una sorta di suicidio per aver lasciato le redini in mano al consumatore e aver perso il controllo della catena de valore della moda
Kevin Germanier sogna Dior ma sa anche che in questo momento aprire una propria attività è estremamente difficile e mantenerla uno sforzo epico: “Se un giovane mi chiedesse come fare adesso a lanciare un suo brand gli direi di lasciar perdere” dice
Da Calvin Klein a Tommy Hilfiger, fino a Canada Goose e Steve Madden. I piani del tycoon si stanno rivelando un boomerang innanzitutto per i brand americani, specialmente per la quantità di beni che provengono da Cina, Messico e Canada
Tramonta ormai anche il format dell’incontro allargato, della grande riunione dove centinaia di persone ascoltano più o meno sempre gli stetti relatori seduti dietro un tavolo. Meno partecipanti, più networking
Passato il momento di idillio dei social, per tanti marchi il 2025 sarà il momento giusto per ripensare la presenza e la comunicazione sulle piattaforme, dove l’interazione è ormai polarizzata al massimo. Senza trascurare la possibilità di ritornare alle più tradizionali riviste
I tempi giusti, i modi perfetti, gli ?ambassador? che un tempo si chiamavano testimonial ma adesso devono ?sposare i valori del brand? e soprattutto non danneggiarli. Ecco i risultati della ricerca ?Relevance&Reputation 2024? sui social sviluppata da Comin&partners in collaborazione con ?Il Foglio della moda?, per la prima volta su scala internazionale
A due anni esatti dalla nomina e a una settimana dalla sfilata che inaugurerà la fashion week di Milano il 25 febbraio il brand e il direttore creativo si separano
Riflessioni su una stagione parigina dove, a dispetto della crisi e di molti nomi spariti, chi è rimasto ha puntato al lusso assoluto, alle lavorazioni di centinaia di ore, i tessuti unici. Con un unico spartiacque: l’attenzione per la realtà quotidiana, o la fuga nel regno della letteratura e del cinema
Mentre la multinazionale di Bernard Arnault archivia un 2024 in lieve flessione a dispetto del recupero nel quarto trimestre, si moltiplicano le speculazioni attorno alla direttrice creativa di Dior, la più ricercata da tutti i tycoon della moda in crisi. Gli scatoloni risultano fatti, e a Roma c’è anche il Teatro della Cometa acquistato con la famiglia